Marsala



Marsala è un comune italiano di 82.937 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia. È il primo comune della provincia di Trapani e il quinto della Sicilia per popolazione.
Area: 241 km²
Meteo: 25 °C, vento S a 19 km/h, umidità 28%
Provincia: Provincia di Trapani

Marsala si trova sulla punta estrema occidentale della Sicilia, a sud di Trapani, e sorge su capo Boeo, con vista sulle isole Egadi e sulle isole dello Stagnone.

Il territorio del comune marsalese, nei ha un ricco patrimonio culturale e paesaggistico; il suo territorio comprende la riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala, tra cui l'isola di Mozia, antica città fenicia.


Visita guidata- Scuola Primaria- a.s. 2014- 2015


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ITINERARIO:* 7: 30 Partenza
  • 9:30 Marsala: complesso San Pietro (Museo garibaldino)
  • 11:30 Baglio Anselmi (Museo Archeologico)
  • 13:00 pranzo
  • 15:00 Mozia
  • 17:00 Laguna dello Stagnone (saline e mulini)
  • 19:00 rientro ad Altavilla Milicia

Complesso monumentale San Pietro


Il Complesso Monumentale San Pietro, oggi centro culturale polivalente della città di Marsala, fu fondato dalla nobildonna Adeodata nel 595 d.C. ed ampliato a partire dal 1418. Si tratta di una struttura che occupa una vasta area proprio al centro della città, che si dispone attorno ad un ampio cortile dominato.

E’ un centro culturale polivalente che non solo contiene il Museo Civico, articolato nelle tre sezioni archeologica, risorgimentale-garibaldina e delle tradizioni popolari, ma ospita in modo decoroso e funzionale la Biblioteca Comunale "Salvatore Struppa", che custodisce oltre 22 mila preziosi volumi, ed è anche sede del Centro Internazionale di Studi Fenici, Punici e Romani e il Centro Internazionale di Studi Risorgimentali. E ancora dispone di spazi di aggregazione, di una moderna ed efficiente sala conferenze, nonché di una sala multimediale e di una sala lettura. Nell’ampio cortile centrale, durante il periodo estivo, si tengono spettacoli cinematografici, teatrali e musicali.
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BAGLIO ANSELMI


Sul lungomare, in prossimità di Capo Boeo, sorge il Baglio Anselmi, ex stabilimento vinicolo risalente agli inizi del XIX secolo, nel quale dal 31 maggio 1985 ha sede il Museo archeologico.

Il baglio è costituito da corpi di fabbrica aperti su di un ampio cortile interno. Gli spazi espositivi del museo sono quelli dei due grandi magazzini del baglio dove venivano stivate le botti. Nel cortile interno è visibile un saggio di scavo che ha portato alla luce una tomba, una fornace e strutture murarie che documentano la notevole frequentazione dell'area sin dal IV sec. a.C..

Il museo espone il relitto di una nave punica e illustra la storia di Lilibeo e del territorio storicamente ad essa connesso, dalla preistoria al medioevo. I resti della storica imbarcazione (risalente alla metà del III sec. a.C., periodo della I Guerra Punica) sono stati recuperati nel 1971 nel tratto di mare al largo dell'Isola Lunga, in prossimità di Punta Scario, all'imboccatura nord della Laguna dello Stagnone di Marsala.nave.jpg
L'imbarcazione ha permesso di conoscere il sistema di costruzione navale dei Cartaginesi (dai Romani chiamati Punici), che aveva suscitato meraviglie nell'antichità per la velocità costruttiva della prefabbricazione in cantiere. Ogni asse della nave punica di Marsala reca inciso infatti un simbolo dell'alfabeto fenicio-punico utile ai carpentieri per il rapido assemblaggio dello scafo, proprio come per una moderna scatola di montaggio.

Del relitto è stata recuperata solo la parte posteriore e parte della fiancata di babordo per una lunghezza di circa 10 metri e una larghezza di 3 metri. Da questi dati è stato calcolato che la nave, della stazza di circa 120 tonnellate, avesse una lunghezza complessiva di 35 metri e una larghezza massima di 4 metri e mezzo.


Mura fortificate di Mozia.
Mura fortificate di Mozia.





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video saline



Mozia

(o anche Mothia, Motya) fu un'antica città fenicia, sita sull'isola di San Pantaleo, nello Stagnone di Marsala. L'isola si trova di fronte alla costa occidentale della Sicilia, tra l'Isola Grande e la terraferma, ed appartiene alla Fondazione Whitaker.
Mozia fu probabilmente interessata dalle esplorazioni dei mercanti-navigatori fenici, che si spinsero nel Mar Mediterraneo occidentale, a partire dalla fine del XII secolo a.C.: dovette rappresentare un punto d'approdo ed una base commerciale morfologicamente molto simile alla città fenicia di Tiro. Il nome antico in fenicio era Mtw; il nome riportato in greco, Motye. Intorno alla metà dell'VIII secolo a.C., con l'inizio della colonizzazione greca in Sicilia,Tucidide riporta che i Fenici si ritirarono nella parte occidentale dell'isola. Le fortificazioni che circondano l'isola possono essere forse collegate alle spedizioni greche

Nel 397 a.C. Dionisio di Siracusa prese e distrusse la città all'inizio della sua campagna di conquista delle città elime e puniche della Sicilia occidentale; l'anno successivo Mozia venne ripresa dai Cartaginesi. Dopo la battaglia delle Isole Egadi nel 241 a.C. tutta la Sicilia passò sotto il dominio romano, ad eccezione di Siracusa: Mozia doveva essere quasi del tutto abbandonata, dal momento che vi si sono rinvenute solo pochissime tracce di nuova frequentazione, generalmente singole ville di epoca ellenistica o romana.


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Le saline
Lo sfruttamento della zona costiera tra Trapani e Marsala risale al tempo dei Fenici che, accortisi delle condizioni estremamente favorevoli, vi impiantarono delle vasche per ricavare il sale, poi esportato in tutto il Mediterraneo. Da qui ha inizio il sistematico sfruttamento di questa porzione di terra, bagnata da acque basse e caratterizzata da temperature spesso elevate e da condizioni climatiche (primo fra tutti il vento che favorisce l'evaporazione) particolarmente adatte all'estrazione di questo prezioso elemento, indispensabile alla vita dell'uomo.

Una delle proprietà fondamentali del sale è il suo potere di conservare gli alimenti, caratteristica nota anche agli antichi che lo utilizzavano per la conservazione e la lavorazione di prodotti deperibili. Dai Fenici si deve però poi giungere ai Normanni per avere notizie certe delle saline trapanesi. Ed è Federico II stesso che le cita nelle Costituzioni di
Menfi, rendendole monopolio della corona. Il porto di Trapani accresce in questo modo la sua importanza.
Il sale continua dunque ad essere estratto, anche se le modalità (e soprattutto la fatica) sono cambiate ed il processo si è meccanizzato. Non si utilizzano più i mulini così caratteristici del paesaggio ed anche il lavoro degli uomini è meno duro.
Laguna dello Stagnone. Le saline.

La strada che da Trapani conduce a Marsala, costeggiando la laguna che accoglie Mozia, è fiancheggiata da saline che offrono una vista bellissima: gli specchi d'acqua suddivisi da sottili strisce di terra formano una scacchiera irregolare e multicolore. A tratti compare nel mezzo la sagoma di un mulino a vento, memoria del tempo in cui esso era uno degli strumenti principali per pompare acqua e macinare il sale.

Lo stagnone

La laguna, la più estesa della Sicilia è, fin dal 1984, una Riserva Naturale Orientata che si estende, nel mare. È caratterizzata da acque basse molto salate, cosa che ha favorito il sorgere di numerose saline sia sulla costa che sull'isola Longa (una volta la principale attività dell'isola).

La laguna comprende quattro isole: l'isola Longa, la più grande. Santa Maria, coperta di vegetazione. San Pantaleo, la più importante, e Schola. un isolotto caratterizzato da casolari scoperchiati. attività dell'isola). La laguna comprende quattro isole: l'isola Longa, la più grande. Santa Maria, coperta di vegetazione. San Pantaleo, la più importante, e Schola. un isolotto caratterizzato da casolari scoperchiati.
Le acque dello Stagnone, molto pescose, sono popolate da una fauna molto ricca tra cui anemoni, fiocchi di mare, murici, da cui i Fenici ricavavano la porpora utilizzata per tingere i tessuti, e una quarantina di specie ittiche differenti tra cui spigole, orate, saraghi e sogliole, Il fondale è invece caratterizzato dalla presenza della Posidonia oceanica, pianta marina formata da un ciuffo di lunghe foglie verdi con al centro fiori riuniti in spighe. Questa pianta è uno degli elementi primordiali della vita nelle acque del Mediterraneo e svolge un ruolo molto simile a quello delle foreste terrestri: habitat per le specie animali e vegetali, fonte di ossigeno e stabilizzatore dei fondali marini.



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